Riceviamo questa riflessione dal compagno Angelo che proponiamo ai ns lettori
Quel giocatore di Trump
Trump sarà sostanzialmente ignorante in campo geopolitico, ma, dal momento che
ha fatto lievitare i miliardi di dollari ereditati dalla famiglia di
palazzinari piazzando nei sotterranei delle innumerevoli costruzioni seminate
nel mondo delle bische più o meno clandestine, conosce bene due concetti: il
gioco d'azzardo e i rapporti di forza.
E su questi basa la sua politica (si fa per dire).
Mettendo insieme le due cose, sa che pur possedendo 5mila missili, spararli tutti in un solo giorno, ti permette di presentarti al tavolo delle trattative con questa capacità. Anche se il nemico ne ha due volte tanto e ne spara un decimo al giorno.
Conosce la strategia di vincere a 7 e 1/2 con una carta da mezzo facendo sballare tutti gli altri giocatori.
Per cui cerca costantemente di spiazzare tutte e tutti coloro che non si mettono dalla sua parte.
Per cui gli sarà facile piegare il re Abdallah quando lo incontrerà: sarà sufficiente dirgli "no refugees no money". Più o meno come George Clooney nella pubblicità del Martini. E per un paese che vive di aiuti internazionali come l'Ordunya/Giordania come si farà a mantenere il tenore di vita attuale? Soprattutto in un paese fortemente urbanizzato come l'Ordunya?
Per di più a lui e ai suoi sostenitori interessa il deserto in quanto fondamentale per l'economia estrattiva, ormai fondamentale per Intelligenza Artificiale e 5G.
Per questo Israele sta ristrutturando il Medioriente utilizzando fantocci come Ahmed Sharaa. Se non fosse il macellaio che si è rivelato farebbe pensare al "Dittatore dello stato libero di Bananas" del secondo film di Woody Allen, che passò come una meteora sui nostri schermi. A Genova addirittura nemmeno in prima visione, ma confinato in un cinema periferico di prosecuzioni.
Febbraio 2025